 |
La nostra rivista. Seconda parte
Tutte le date della Guerra civile spagnola
redazione - AICVAS - 29/01/2003
La guerra civile spagnola
LE DATE PRINCIPALI
18 LUGLIO 1936 La rivolta inizia con alcune ore di anticipo rispetto al previsto nelle città del Marocco e grazie all’appoggio determinante del “Tercio” gli insorti hanno ragione dei militari lealisti e dei militanti delle organizzazioni di sinistra. Nel frattempo Franco prende il controllo delle Canarie e lancia un proclama alla nazione: “l’Esercito si è assunto il glorioso compito di salvare la Spagna dalla sovversione e dall’anarchia”, quindi vola in Marocco e assume il comando dell’Esercito d’Africa. Nella calda mattinata radio Ceuta trasmette la frase in codice: “Su tutta la Spagna il cielo è senza nubi” è il segnale dell’ “alzamiento” nelle guarnigioni della penisola. Il 95% degli ufficiali fa causa comune con i sediziosi trascinando con sé l’80% dei soldati. La Guardia Civil nella sua quasi totalità e il 50% delle “Guardias de Asalto” si uniscono ai rivoltosi. Nella proporzione dal 75 al 90% gli alti funzionari dei ministeri, delle amministrazioni locali, delle imprese industriali fanno altrettanto.
Il governo tenta di bloccare la sollevazione facendo ricorso alle procedure consentite dalla Costituzione ed ordina alle navi da guerra (la flotta era rimasta fedele in quanto gli equipaggi avevano sopraffatto gli ufficiali che volevano aderire alla rivolta) di presidiare lo stretto di Gibilterra così da contenere la ribellione in Marocco e nelle Canarie. In ogni caso non autorizza la distribuzione di armi al popolo come pretendono le organizzazioni di sinistra.
La rivolta ha successo nella Galizia, Léon, Vecchia Pastiglia, Navarra ed nord dell’Estremadura e parte dell’Aragona, per cui i ribelli controllano i centri di La Coruna, Valladolid, Salamanca, Burgos, Pamplona, Caceres, Saragozza e Huesca. Occupano inoltre le principali città dell’Andalusia: Cadice, Siviglia, Granada e Cordoba, di vitale importanza per il prosieguo delle operazioni in quanto le loro forze più efficienti sono concentrate in Marocco.
19 LUGLIO
Scontri di Barcellona. Le truppe ribelli uscite dalle caserme puntano verso la Plaza Catalana, ma sono bloccate dai lavoratori, in prevalenza anarchici, e dalla Guardia Civil, rimasta fedele al governo, caso quasi unico in Spagna e devono ritirarsi. Viene catturato il generale Goded, capo dei rivoltosi, che è obbligato a leggere alla radio un appello in cui invita i suoi a deporre le armi.
André Malraux racconterà ne “L’Espoir” la dinamica dei combattimenti, in cui muore l’esponente anarchico Francisco Ascaso.
20 LUGLIO
Muore in un incidente aereo in Portogallo il generale Sanijurjo, capo designato della rivolta. Josè Giral, nominato Primo Ministro, ordina di distribuire le armi al popolo, fatto che a Madrid consente ai lealisti di stroncare la rivolta con la conquista della caserma Montana, centro operativo della ribellione. Pablo Neruda, il grande amico della Spagna, cantò l’epica vittoria delle forze popolari.
21 LUGLIO A Madrid il Partito socialista costituisce i battaglioni “Largo Caballero” e “Octubre”, del quale è nominato comandante Fernando De Rosa. Vittorio Vidali organizza per il Partito Comunista il Quinto Reggimento, unità di élite dell’esercito spagnolo, che formò alcuni dei capi più validi come Enrique Lister, un tempo cavapietre e Juan Modesto, ex taglialegna.
A Barcellona gli anarchici costituiscono diverse colonne: “Tierra y Libertad, Ascaso, Roya y Negra, Durruti..”. Il P.O.U.M. (Partido Obrero de Unificaciòn Marxista) forma la colonna “Lenin”. Alcune di esse partono per l’Aragona per riprendere Saragozza e Huesca.
Il generale Queipo de Llano, che si era impadronito del centro di Siviglia alla testa di soli 130 uomini, con un colpo di mano, riceve in rinforzo reparti del “Tercio” con i quali attacca i quartieri operai. Il massacro che ne segue è orribile, i legionari spingono per strada tutti gli uomini poi li uccidono a colpi di baionetta. La parte bassa del quartiere di Traina viene rasa al suolo da cannonate.
Dopo di che il generale inizia alla radio una serie di trasmissioni notturne piene di volgari ed incoerenti smargiassate e minacce di sterminio contro le famiglie dei “rossi” e di goffe esaltazioni delle capacità sessuali dei legionari, che lo rendono famoso in tutta Europa. In risposta Rafael Alberti compone la poesia “Radio Sevilla”.
24 LUGLIO I faziosi costituiscono a Burgos la Giunta di Difesa Nazionale (J.N.D.). I governi di Roma e Berlino dichiarano la loro disponibilità a sostenere la rivolta.
31 LUGLIO Cade in Aragona Agostino Sette, primo antifascista italiano morto per la libertà di Spagna. Muratore, anarchico, era nato a Montagnana (Pd) nel 1902.
5 AGOSTO Inizia il ponte aereo per trasferire dal Marocco alla Spagna il grosso delle truppe ribelli grazie a nove Savoia Marchetti ed a una cinquantina di Junker 52 delle aviazioni italiana e tedesca. Giunge a Madrid Pietro Nenni, ricorda: “… ci rechiamo alla prossima caserma della Montana, dove si svolse uno dei più drammatici episodi dell’insurrezione popolare. La caserma, in cui regna una confusione pittoresca, ci mostra il volto atroce della guerra civile … Qui il muro crivellato di palle, dove furono fucilati ventisei capi della rivolta. C’è ancora nell’aria il fetore della morte e la terra mostra le larghe chiazze del sangue. Quello fu ieri. Oggi, i giovani militi, (ce n’è uno di dodici anni), fanno istruzione …” 6 AGOSTO Pastorale congiunta dei vescovi di Pamplona e Vitoria per condannare il sostegno dei cattolici baschi alla Repubblica. Ma il basso clero invita i capi politici a non tenerne conto e continua a collaborare con il governo legittimo.
8 AGOSTO Il governo francese decide unilateralmente di vietare ogni esportazione di armamenti ed aerei alla Spagna repubblicana. Il Ministro degli Esteri giustifica così tale decisione: “Noi avremmo potuto fornire armi al governo legittimo di diritto e di fatto. Non l’abbiamo fatto, anzitutto per dottrina e per umanità e per non offrire il pretesto a coloro che sarebbero stati tentati di fornirne ai ribelli”.
Arriva in Spagna Simone Weil, si aggrega alla colonna di Buenaventura Durruti che opera in Aragona. Annoterà le sue esperienze in un diario e le riporterà nelle lettere; in una di queste scrive: “Impossibile raccontarti la quantità di cose interessanti che ci sarebbero da raccontare. Vale veramente la pena poter vedere Durruti proclamare la messa in comune delle grandi proprietà in questi miseri villaggi aragonesi. Vecchi contadini piangono d’emozione …”
9 AGOSTO Il governo repubblicano sospende le sezioni delle Cortés.
11 AGOSTO I nazionalisti occupano Merida.
13 AGOSTO Viene creato a Parigi il Comitato Internazionale di Aiuto al Popolo Spagnolo. Mirò disegna il bozzetto del francobollo con la scritta “Aidez l’Espagne” che sarà venduto in tutta la Francia per un franco.
Di suo pugno l’artista scrive: “Nell’attuale lotta, io vedo da parte fascista le forze superate, dall’altra parte il popolo le cui immense risorse creatrici daranno alla Spagna uno slancio che stupirà il mondo”. 14 AGOSTO Il “Tercio” ed i “Regulares” occupano Bajadoz vincendo l’accanita resistenza dei repubblicani. Si scatena una feroce repressione che conta 4.000 vittime. Jacques Berthet, corrispondente di “Les Temps” entrato in città il giorno dopo la sua conquista, scrive: “I miliziani ed i sospetti arrestati (bastava avere la spalla destra della giacca lucida per lo sfregamento del fucile) sono passati per le armi. Circa 1.200 sono stati fucilati (finora).”
17 AGOSTO Viene costituita la “Colonna Italiana” che porta il nome di Francisco Ascaso con un atto firmato da Mario Angeloni, Carlo Rosselli, Umberto Calosso e Camillo Berneri. Conta circa centocinquanta antifascisti italiani di ogni fede politica. Viene impiegata sul fronte d’Aragona agli ordini di Carlo Rosselli.
18 AGOSTO Viene assassinato dai falangisti a Granada il poeta Federico Garcia Lorca. Antonio Machado, il più grande poeta spagnolo contemporaneo, piangerà l’amico con la poesia “Il delitto fu a Granada” : Il delitto
Fu visto camminare tra i fucili
per una lunga strada,
e uscire alla campagna fredda,
ancora con le stelle, al primo albore.
Hanno ucciso Federico
quando la luce spuntava. Il plotone di carnefici
non osò guardarlo in viso. Tutti chiusero gli occhi;
pregarono; nemmeno Iddio può salvarti! Cadde morto Federico - sangue in fronte e piombo nel ventre –
…Sappiate che a Granada fu il delitto
- povera Granada! – nella sua Granada! Solo con Lei fu visto camminare,
senza paura della sua falce. Già il sole di torre in torre; i martelli
sull’incudine – incudine e incudine di fucine. Parlava Federico,
corteggiando la morte. E lei ascoltava. “Poiché ieri nei miei versi, compagna,
s’udiva il suono delle tue mani scarne,
e gelo desti al mio canto, e alla mia tragedia
la lama della tua falce d’argento,
ti canterò la carne che non hai,
gli occhi che ti mancano,
i capelli che il vento ti agitava,
le rosse labbra su cui ti baciavano …
Quant’è bello, gitana, morte mia,
oggi come ieri stare soli con te,
tra queste brezze di Granada, mia Granada!”
Fu visto camminare …
Costruite amici,
con pietre e sogno, nell’Alhambra,
una tomba al poeta,
sopra una fonte dove pianga l’acqua,
e dica eternamente: il delitto
fu lì, a Granada, nella sua Granada!
26 AGOSTO Nella zona repubblicana vengono creati i Tribunali Popolari per porre un freno alle esecuzioni sommarie perpetrate specie dagli anarchici. 28 AGOSTO La J.N.D. sospende i piani della Riforma Agraria. Nel primo combattimento della Colonna Italiana vicino a Monte Pelato cade Mario Angeloni. Noto avvocato repubblicano di 40 anni, difensore in Italia degli attivisti delle organizzazioni operaie e per questo arrestato e condannato.
29 AGOSTO
Arriva a Madrid Luigi Longo. Aveva scritto sul “Grido del Popolo” : “… diamo, noi emigrati, espressione diretta e sincera dei sentimenti del nostro popolo, tutto l’aiuto che possiamo ai fratelli spagnoli. Creiamo i primi e solidi legami che devono fare dei due popoli un solo blocco, eretto contro tutte le forze di reazione e guerra”.
3 SETTEMBRE
I ribelli occupano Talavera de la Reina a 70 kom. da Madrid. Si costituisce a Barcellona la “Colonna Gastone Sozzi” composta da 86 antifascisti italiani, 29 polacchi, 10 francesi, alcuni belgi e un danese. Viene aggregata alla Colonna “Libertad” delle milizie popolari della Catalogna.
4 SETTEMBRE
Largo Caballero presiede un nuovo governo formato da tutti i partiti del Frente Popular. E’ la prima volta che rappresentanti del Partito Comunista fanno parte di un governo di coalizione democratica.
I franchisti con la conquista di Irun bloccano la frontiera con la Francia dalla parte occidentale dei Pirenei.
5 SETTEMBRE
Le truppe ribelli risalenti da Sud si congiungono con quelle provenienti da Nord ad Arenas de San Pedro.
9 SETTEMBRE
Si riunisce per la prima volta a Londra il “Comitato di non-intervento”; ne fanno parte ventiquattro nazioni europee, non vi partecipano Svizzera e Portogallo.
16 SETTEMBRE
Muore sulla Sierra di Guadarrama Fernando De Rosa. Socialista, nato a Milano nel 1898, nel 1929 aveva attentato a Bruxelles alla vita di Umberto di Savoia; uscito dal carcere aveva raggiunto la Spagna e partecipato alla rivolta delle Asturie.
Fernando Varela ne canterà il ricordo con una poesia a lui dedicata:
Tutti i popoli del mondo
Triste annunzio ascoltavano.
Arriva da Navalperal,
da Peguerinos, Las Navas;
arriva dalle montagne,
dalla pianura d’Avila.
“Morto è Fernando De Rosa”,
figlio del popolo italiano.
A Peguerinos è morto,
in piedi, in testa alla lotta:
per chi è uomo ed eroe
il mondo intero è la Patria.
Corre in questo un gran silenzio
per strade, campi e fabbriche.
Fernando De Rosa è morto
per la libertà di Spagna.
…
Fratelli d’arme, compagni
Fernando De Rosa è morto
per la Spagna e per l’Italia,
per la Russia e la Germania,
per la Francia e l’Inghilterra.
Fernando De Rosa è morto
Per il mondo di domani:
senza inganni e tradimenti,
senza fame ed ignoranza.
Tutto il mondo conoscerà
il suo nome e le sue gesta!
21 SETTEMBRE
Maurice Thorez, segretario del Partito Comunista Francese, propone la costituzione delle Brigate Internazionali.
26 SETTEMBRE
Nuovo governo della Generalitat della Catalogna con la partecipazione degli anarchici.
27 SETTEMBRE
I nazionalisti raggiungono Toledo e pongono fine all’assedio dell’Alcazar.
30 SETTEMBRE
Decreto di militarizzazione delle milizie repubblicane.
1 OTTOBRE
Franco viene nominato Capo (del Governo) dello Stato spagnolo e Generalissimo degli eserciti di terra, di mare e dell’aria.
3 OTTOBRE
Franco nomina la Giunta Tecnica di Stato.
5 OTTOBRE
Varca la frontiera dei Pirenei il primo contingente delle Brigate Internazionali (B.I.), circa 900 volontari, tra cui 150 italiani.
7 OTTOBRE
Formazione del primo governo delle Province Basche. Il governo Caballero vara il decreto di espropriazione delle terre e di nazionalizzazione delle imprese.
10 OTTOBRE
I primi volontari delle Brigate Internazionali giungono ad Albacete, città scelta come base di addestramento.
12 OTTOBRE
La nave “Ciudad de Barcelona” sbarca ad Alicante un secondo contingente di volontari stranieri.
Scontro tra Unamuno, rettore dell’Università di Salamanca, ed il generale Millàn Astray, comandante del “Tercio”. In risposta ad un violento attacco di quest’ultimo ai catalani ed ai baschi concluso con il grido “Viva la muerte!” il filosofo della generazione del ’98, dopo aver commentato il discorso del militare, afferma: “Questo è il tempo dell’intelletto. E io ne sono il sommo sacerdote. Siete voi che profanate il sacro recinto. Voi vincerete perché avete la forza bruta. Ma non convincerete. Perché per convincere dovrete persuadere. E per persuadere occorre proprio quello che a voi manca: ragione e diritto nella lotta”.
15 OTTOBRE
Ad Albacete André Marty, Luigi Longo e Giuseppe Di Vittorio, organizzano le prime compagnie di volontari stranieri.
24 OTTOBRE
La Giunta di Burgos crea l’Alto Tribunale di Giustizia Militare.
27 OTTOBRE
Il governo spagnolo approva la costituzione delle Brigate Internazionali.
28 OTTOBRE
La Germania costituisce la “Legione Condor”, formata da 6.500 uomini, rinnovati a rotazione affinché facciano esperienza sui fronti di guerra. Comprende:
- 2 gruppi di 4 squadriglie di caccia Messerschmitt 109;
- 2 gruppi di 2 squadriglie di Heinkel 51;
- 1 gruppo di 3 squadriglie di Heinkel e Dornier 17 da ricognizione;
- 4 gruppi di 3 squadriglie di bombardieri Heinkel III e Junkers 52, per un totale di 93 aerei;
- 1 corpo carri armati di 4 battaglioni, formati ognuno da 3 compagnie di 15 carri leggeri per 180 mezzi;
- 30 compagnie anticarro dotate di 6 pezzi da 37 millimetri per un totale di 180 bocche da fuoco.
Verranno a rotazione in Spagna, compresi gli istruttori civili, circa 16.000 uomini, di cui 300 cadranno.
1 NOVEMBRE
Viene costituita la XI Brigata Internazionale composta dai battaglioni:
- Edgar André (tedesco),
- La Commune de Paris (franco-belga),
- Dombrowski (polacco).
E’ nominato comandante il generale Kleber, commissario politico Giuseppe Di Vittorio. Da un suo discorso ai volontari italiani: “Voi sapete che non vi battete soltanto per il sentimento di solidarietà che ci unisce al popolo eroico e fratello della Spagna. Sapete che lo schiacciamento del fascismo spagnolo sarà l’inizio dell’abbattimento della dittatura fascista in Italia, in Germania e negli altri paesi. Vi battete anche per liberare l’Italia, perché i nostri figli non abbiamo anch’essi a soffrire gli orrori, la miseria e la vergogna dell’oppressione fascista; perché il popolo italiano sia reso finalmente libero e felice. Non vi può essere felicità, non vi può essere gioia di vivere laddove non vi è libertà. L’oppressione e la schiavitù tendono ad offendere la dignità umana, isteriliscono ed umiliano la vita. Volontari italiani, voi siete il fiore, la speranza e l’orgoglio del nostro popolo”.
3 NOVEMBRE
I volontari italiani, della Repubblica di San Marino e del Canton Ticino sono inquadrati nel battaglione “Garibaldi”, agli ordini di Randolfo Pacciardi con Antonio Roasio e Amedeo Azzi commissari politici.
Le quattro compagnie prendono i nomi di: Louis de Bosis, Mario Angeloni, Gastone Sozzi e Fernando De Rosa.
4 NOVEMBRE
Rimpasto nel governo Caballero con l’ingresso di quattro ministri anarchici. Mobilitazione generale a Madrid per l’approssimarsi delle colonne dei nazionalisti.
6 NOVEMBRE
Il governo repubblicano si trasferisce a Valencia, il Presidente della Repubblica Manuel Azana a Barcellona. Viene formata la “Junta de Defensa de Madrid” con a capo il generale Miaja.
Arriva a Siviglia il primo contingente della Legione Condor.
Bertol Brecht “ad un nazista tedesco partito per la Spagna”:
“Avevo un fratello aviatore.
Un giorno una cartolina.
Fece i bagagli, e via lungo una rotta del
Sud. Mio fratello è un conquistatore.
Il popolo nostro ha bisogno di spazio.
Di prendersi terre su terre
da noi è un vecchio sogno.
E lo spazio che s’è conquistato
è sui monti di Guadarrama.
E’ di lunghezza un metro e ottanta,
uno e cinquanta di profondità”.
7 NOVEMBRE
Inizia la battaglia di Madrid. Primi violenti scontri alla Casa de Campo.
Dolores Ibarruri chiama i madrileni alla lotta, la parola d’ordine è: “No pasaran!”. Rafael Alberti il poeta del V° Reggimento sprona la città alla difesa con la poesia “Difesa di Madrid”.
Madrid, cuore della Spagna,
batte con polso febbrile.
Se era già di sangue caldo,
oggi è di sangue bollente.
Più non potrà addormentarsi,
chè se Madrid si addormenta,
quando poi vorrà svegliarsi,
mai la saluterà l’alba.
Madrid non scordar la guerra:
non scordar mai che di fronte
già con occhiate di morte
il tuo nemico t’osserva.
Giran falchi nel tuo cielo
Decisi a precipitarsi
Sui tetti rossi, le strade,
e la tua gente impavida.
Madrid: mai si possa dire,
mai né scrivere o pensare
che nel cuore della Spagna
il sangue s’è fatto neve.
Hai sempre tenuto in serbo
Fonti di virile audacia.
Aspri fiumi di spavento
Devon dare quelle fonti.
Ogni quartiere in quell’ora,
se l’ora infausta venisse,
ma non verrà -, sia più forte
della più forte fortezza.
Gli uomini come castelli;
le teste simili a spalti,
le braccia a grandi muraglie,
a inespugnabili porte.
Chiunque al cuore di Spagna
Voglia affacciarsi, che venga.
Presto! Madrid è vicina.
Madrid saprà difendersi.
Con unghie, piedi e gomiti,
a spintoni e con i denti,
stesa in terra, dura, ferma,
ai piedi dell’acqua verde
del Tago, a Navalperal,
a Sigenza, o dove scoppi
un proiettile che cerchi
il gelarne il sangue ardente.
Madrid, cuore di Spagna,
ch’è di terra, ha nel centro,
se la si fruga, una fossa,
profonda, grande, imponente,
come un dirupo che attende ..
Là soltanto entra la morte.
8 NOVEMBRE
Sfila lungo la Gran Via l’XI Brigata Internazionale tra gli applausi e la commozione dei madrileni. Due battaglioni prendono posizione alla Città Universitaria, mentre l’ “Edgard André” riconquista il Puente de los Franceses e rigetta il nemico oltre il Manzanarre. A loro Rafael Alberti esprime la gratitudine di tutto un popolo con le parole:
Da lungi venite. Ma cos’è questa distanza
per il vostro sangue, che canta senza frontiere?
La implacabile morte vi nomina ogni giorno
Non importa in quali città, campi o mulattiere.
Da questo e quel paese, dal grande o dal piccolo,
quello che alla mappa dà solo una lieve tinta, -
con le stesse radici d’un medesimo sogno,
semplici nel parlare e anonimi siete venuti.
Non conoscete neppure il colore dei muri
che il vostro indissolubile impegno fortifica.
La terra che vi seppellisce saldi difendete
a fucilate con la morte in vesti di guerra.
Restate: così vogliono gli alberi, le pianure,
i minimi frammenti della luce che ravviva
un solo sentimento che agita in mare: fratelli!
Madrid nel vostro nome s’innalza e s’illumina.
9 NOVEMBRE
Viene costituita la XII Brigata Internazionale composta dai battaglioni:
- Thaelmann (tedesco)
- Garibaldi (italiano)
- André Marty (franco-belga)
al comando del generale Luckas, Luigi Longo è il commissario politico.
Mentre è in corso l’addestramento con le mitragliatrici per il battaglione Garibaldi arriva l’ordine di partire per Madrid. Viene impiegato per un attacco al Cerro de los Angeles nel tentativo di alleggerire la pressione nemica sulla capitale.
11 NOVEMBRE
Iniziano i bombardamenti aerei faziosi su Madrid; è la prima volta che viene attaccato massicciamente un centro abitato. Gravi danni e molte vittime civili. Pablo Neruda bollerà il massacro degli innocenti.
Banditi con aeroplani e con mori,
banditi con anelli e con duchesse,
banditi con frati neri in atto di benedire,
venivano dal cielo ad ammazzare bambini,
e per le strade correva il sangue dei
bambini,
correva semplice come sangue di
bambini.
……
Venite a vedere il sangue per le strade,
venite a vedere,
il sangue per le strade,
venite a vedere,
il sangue per le strade!
13 NOVEMBRE
Nel pomeriggio il battaglione Garibaldi parte all’attacco del Cerro de los Angeles, un’altura di 659 mt., sulla cui sommità sorge un santuario fortificato dai ribelli. I garibaldini raggiungono il muro di cinta ma sono bloccati da un violento fuoco di mortai e mitragliatrici.
17 NOVEMBRE
La XII Brigata Internazionale viene trasferita a Madrid, fino al 9 dicembre partecipa ai combattimenti in difesa della città nel settore della Città Universitaria, in parte già occupata dai franchisti.
18 NOVEMBRE
I governi di Roma e Berlino riconoscono la Giunta di Burgos.
20 NOVEMBRE
José Antonio Primo de Rivera, fondatore della Falange, condannato a morte da un Tribunale Popolare, è fucilato ad Alicante.
21 NOVEMBRE
Il battaglione Garibaldi partecipa al fallito tentativo di ricacciare il nemico dal Palacete.
Muore alla Città Universitaria Buenaventura Durruti. Ricardo Rionda Castro lo ricorda: “Era una cosa incredibile, non possedeva niente, niente, assolutamente niente. Tutto ciò che aveva apparteneva a tutti. Quando morì, mi misi alla ricerca di qualche abito, col quale lo potessimo seppellire. Alla fine trovammo una vecchia giacca di cuoio, che era tutta consunta, un paio di calzoni, color cachi, e un paio di scarpe bucate. Insomma, era un uomo che dava via tutto, di suo non aveva neppure un bottone. Non aveva proprio niente.”.
23 NOVEMBRE
Franco sospende gli attacchi alla capitale. I difensori hanno vinto, per la prima volta le truppe venute dal Marocco sono bloccate.
2 DICEMBRE
Arriva a Barcellona George Orwell, che si arruola nella milizia del P.O.U.M. e combatte sul fronte di Saragozza. Scriverà uno dei libri più appassionanti sulla guerra di Spagna “Omaggio alla Catalogna”, in cui evidenzierà le contraddizioni del periodo: “C’erano molte cose che non comprendevo, in un certo senso tutto ciò non mi piaceva, ma riconobbi nella situazione immediatamente uno stato di cose per il quale valeva la pena di battersi”.
12 DICEMBRE
Luigi Longo è nominato Ispettore Generale delle Brigate Internazionali, lo sostituisce quale Commissario politico all’XI Brigata Internazionale il tedesco Gustav Regler.
13 DICEMBRE
La XII Brigata Internazionale viene integrata da circa 500 volontari comandati da Guido Picelli. Randolfo Pacciardi viene promosso tenente colonnello.
Nuova offensiva franchista con l’obiettivo di conquistare Majahonda e Las Rozas per tagliare i collegamenti tra Madrid e la Sierra di Guadarrama. A prezzo di pesanti perdite conquista Boadilla del Monte.
I combattimenti saranno descritti da Esmond Romilly, nipote di W. Churchill, nel libro “Boadilla” dedicato agli otto inglesi sui dieci appartenenti al battaglione Thaelmann caduti negli scontri.
23 DICEMBRE
Viene costituita la XIV Brigata Internazionale agli ordini del generale Carlos Walter, capo di Stato Maggiore il capitano Aldo Moranti. Viene impiegata sul fronte di Cordoba.
28 DICEMBRE
Nel corso di duri combattimenti per conquistare Quota 320 nei pressi di Lopera (Andalusia) muore il poeta inglese John Comfort, nipote di Charles Darwin, che aveva compiuto ventuno anni il giorno prima. Aveva presagito la sua triste fine in una poesia dedicata alla sua compagna Margot Heinemann:
All’ultimo miglio prima di Huesca,
ultima barriera del nostro orgoglio,
pensa, amore, con tanta dolcezza
ch’io possa sentirti al mio fianco.
E se la mala sorte dovesse il mio vigore
deporre in una fossa non profonda,
ricorda tutto il bene che puoi:
non dimenticare il mio amore.
3 GENNAIO 1937
Sbarca in Spagna il primo contingente del Corpo Truppe Volontarie (C.T.V.) mandato da Mussolini a sostegno di Franco. E’ costituito da :
- 1^ div. Camicie Nere “Dio lo vuole”;
- 2^ div. “Fiamme Nere”;
- 3^ div. “Penne Nere”;
- 4^ div. “Littorio”;
- Raggruppamento autonomo “XXIII Marzo”;
- Brigata “Frecce Nere”;
- Brigata “Frecce Azzurre”
Complessivamente gli effettivi italiani saranno 78.846 tra esercito, marina ed aviazione, di cui 6.000 caduti e 15.000 feriti. Da una relazione segreta dell’Ufficio Spagna: “scarso numero di giovani, alta percentuale di lavoratori agricoli, particolarmente delle regioni meridionali, numerosi pregiudicati”.
Molto consistente l’apporto di armi, munizioni e mezzi di trasporto, determinante l’intervento dell’aviazione e della marina.
5 GENNAIO
Nel settore di Mirabueno, lungo la carrozzabile Guadalajara-Siguenza, muore Guido Picelli. Scrisse di lui Giacomo Calandrone: “Al nostro arrivo ad Albacete, sotto la pensilina della stazione, un uomo ci attende. Ha i capelli brizzolati, il volto energico, il gesto secco. Lo riconosciamo immediatamente. E’ Picelli, Guido Picelli, l’eroe di Parma: Guido Picelli! In una persona tutto un periodo di lotta rivoluzionaria, un periodo di eroismo, di fede, di volontà. Picelli, l’azione, l’energia fatta uomo, sarà Picelli che ci guiderà all’attacco contro i nuovi Unni. Siamo orgogliosi di averlo per Capo”.
12 GENNAIO
Contrattacco repubblicano nel settore di Majadahonda-Villanueva del Pardillo nel corso del quale cade Pietro Jacchia. Nato a Trieste nel 1872, ebreo, docente all’Università, fondatore del fascio che lasciò aderendo al Partito Socialista. Perseguitato, emigrò in Olanda, fu tra i primi ad accorrere in difesa della Repubblica spagnola, combattendo sul fronte di Huesca.
14 GENNAIO
Inizia l’offensiva nazionalista verso Malaga con la conquista di Marbella e Alhama, rispettivamente a Sud ed a Nord della città.
6 FEBBRAIO
Inizia la battaglia del Jarama: scopo dell’offensiva nazionalista tagliare la strada Madrid-Valencia. Sei potenti colonne sostenute dall’aviazione, da carri armati ed artiglieria attaccano in più punti le fragili linee repubblicane. Vengono occupate la Maranosa, cima di 697 mt. e la città di Ciempozuelos.
7 FEBBRAIO
Gli attaccanti raggiungono la confluenza tra il Manzanarre ed il Jarama, la strada Madrid-Valencia è sotto il tiro dei loro cannoni.
8 FEBBRAIO
Cade Malaga. A fianco degli spagnoli sono entrati in azione nove battaglioni motorizzati di Camicie Nere italiane. Nella città semidistrutta inizia la più feroce caccia all’uomo che la Spagna avesse conosciuto dalla conquista di Badajoz: 4.000 fucilati. Migliaia di profughi fuggono verso Almeria mitragliati dagli aerei italiani.
Ciano, Ministro degli Esteri fascista, preoccupato perché il suo rappresentante a Malaga telegrafa che: “Le repressioni effettuate dai nazionalisti erano tuttora impressionanti, che lo stato d’animo della popolazione era preoccupante, e che con vivo rammarico vedeva ricadere sui nostri volontari l’ombra di gravi responsabilità”, ordina all’ambasciatore Cantalupo di fare un’inchiesta, ma Franco lo sconsiglia perché avrebbe avuto effetti peggio che negativi. Egli stesso agiva con molto tatto, i locali cercavano rabbiosamente il loro sfogo, e guai ad andarli irritare.
9 FEBBRAIO
Le difese repubblicane sul Jarama vengono riorganizzate. La giunta di Difesa vi trasferisce le Brigate di Lister e di El Campesino e l’XI e la XII Brigate Internazionali.
11 FEBBRAIO
I nazionalisti costituiscono una testa di ponte oltre il fiume conquistando il ponte di Pindoque. Viene ingaggiata la più imponente battaglia, per numero di uomini e mezzi, dall’inizio della guerra di Spagna.
Il battaglione Garibaldi posto a difesa del ponte di Arganda resiste agli assalti della cavalleria mora, che falciata dalle mitragliatrici deve ritirarsi lasciando sul terreno più di metà degli uomini.
12 FEBBRAIO
Nuovo tentativo di sfondamento dei franchisti che si spingono fino al Pingarron, una quota di 620 mt. che i repubblicani difendono a costo di gravi perdite. Entrano in azione aerei da caccia forniti dall’U.R.S.S. che abbattono numerosi aerei avversari.
13 FEBBRAIO
La battaglia raggiunge il suo culmine. Vi partecipano più di 30.000 nazionalisti contro sedici brigate repubblicane di cui quattro internazionali: l’XI, la XII, la XIV e la XV. Quest’ultima appena formata è composta dai battaglioni:
- Dimitrov, jugoslavo (una compagnia di italiani);
- Inglese, con scozzesi, gallesi ed irlandesi;
- Lincoln, nord americano (tra cui diversi negri);
- 6 Febbraio, franco-belga.
Dei 600 uomini del battaglione inglese che difendeva la cosiddetta Collina del Suicidio alla sera ne restavano 225.
15 FEBBRAIO
Il generale Miaja assume il comando di tutte le forze lealiste.
17 FEBBRAIO
I repubblicani passano al contrattacco.
23 FEBBRAIO
La XV Brigata Internazionale attacca tra il Pingarron e San Martin de la Vega. I nazionalisti, favoriti dal terreno resistono infliggendo gravi perdite agli americani del battaglione Abraham Lincoln, che su 450 uomini ha 120 morti e 175 feriti.
I veterani canteranno:
C’è una valle in Spagna
chiamata Jarama.
E’ un posto che noi conosciamo
fin troppo bene,
perché è qui che distruggemmo
la nostra giovinezza
e anche gran parte
della maturità.
27 FEBBRAIO
I repubblicani riconquistano quasi tutto il terreno perso. La strada Madrid-Valencia resta aperta, fallisce il tentativo di isolare la capitale.
8 MARZO
I fascisti italiani, euforici per la conquista di Malaga, attaccano le posizioni conquistate dai repubblicani nei primi giorni dell’anno nell’Alcarria. E’ l’ennesimo tentativo di isolare Madrid, questa volta da Nord lungo la direttrice Guadalajara-Alcalà de Henares.
Il C.T.V. agli ordini del generale Roatta conta 50.000 uomini appoggiati da 250 carri armati, 230 pezzi di artiglieria mobile, una compagnia di carri lanciafiamme, 50 aerei da caccia e 12 ricognitori ed un parco di oltre 4.000 automezzi di ogni tipo. Lo affianca una divisione spagnola forte di 20.000 soldati.
A fronteggiare questa possente massa di manovra vi sono 6/7.000 miliziani del Levante di cui la metà in linea, armati di fucili e poche mitragliatrici. Si trovano nella zona per addestramento dei carri armati sovietici.
Alle 7.00 dopo un intenso fuoco di artiglieria gli italiani avanzano e travolgono le difese repubblicane, il generale Roatta proclama: “Domani saremo a Guadalajara, dopodomani ad Alcalà de Henares e tra tre giorni a Madrid”.
9 MARZO
I miliziani si riorganizzano e facendo saltare diversi ponti tentano di rallentare l’avanzata nemica per consentire l’arrivo di rinforzi. I fascisti avanzano con difficoltà sotto una pioggia insistente che però non impedisce agli aerei repubblicani di attaccare le colonne nemiche lungo la strada di Francia.
Verso sera arrivano in linea l’XI e la XII Brigata Internazionale e l’11^ Divisione di Lister.
10 MARZO
I fascisti occupata Brihuega proseguono fino al fiume Taluna, sono a 26 km. da Guadalajara.
L’azione combinata di carri armati ed aerei lealisti infligge gravi perdite agli attaccanti, e mentre il battaglione “Garibaldi” prende contatto con il nemico, il battaglione Thaelmann perde la posizione strategica del Palacio de Ibarra.
11 MARZO
I fascisti, sotto la neve, tentano di rompere le linee repubblicane lungo la strada d’Aragona, il battaglione “Commune de Paris” dopo gravi perdite è costretto a ripiegare scoprendo il fianco dei garibaldini che devono arretrare fino al km. 78.500, ultima linea di difesa di Guadalajara. L’aviazione repubblicana si è assicurata il dominio dei cieli e bombarda incessantemente il nemico.
12 MARZO
Fallisce un nuovo attacco lungo la strada di Brihuega, Lister con un violento contrattacco annienta la 3^ divisione “Penne Nere” del generale Nuvoloni. L’iniziativa passa ai repubblicani.
I garibaldini utilizzano “l’Altovoz del Frente” per fare opera di propaganda verso i soldati italiani orami stremati da quattro giorni di scontri.
Parlano Longo, Vidali, Teresa Noce (Estella) e Giuliano Pajetta:
“Italiani, soldati e camicie nere dell’esercito di Mussolini ascoltate!
Ritornate alle vostre case: le vostre mogli e i vostri figli vi aspettano.
Ritornate alle vostre case: le vostre famiglie piangono per voi.
Ritornate alle vostre case, non dovete morire.
Giovani di diciott’anni, assieme a vecchi più che cinquantenni, foste inviati in Ispana come bestiame da macello. Le vostre forti braccia di lavoratori, inutili da anni, braccia che cercavano lavoro, ebbero un fucile.
Vi dissero che andavate in Abissinia e vi hanno portato in Ispana: vi dissero che andavate a lavorare e vi hanno portato al macello.
Vi promisero terra e vi danno morte.
Vi hanno ingannato vergognosamente.
Passate dalla nostra parte, venite con noi nelle fila dei soldati della libertà!
Sarete da noi accolti come fratelli quali siete!”
13 MARZO
Il comando repubblicano ordina il contrattacco generale lungo il fronte di Trijueque. I legionari fascisti dapprima resistono ma per l’intervento dei carri armati, che rompono le loro linee di difesa in più punti, volgono in fuga. E’ una rotta disordinata, viene abbandonato molto materiale bellico e molti sono fatti prigionieri.
14 MARZO
La XII Brigata Internazionale riceve l’ordine di riconquistare il Palacio de Ibarra, posizione fortificata dai fascisti da dove una postazione di artiglieria spara in continuazione sulle truppe repubblicane. Per l’attacco frontale viene scelto il battaglione Garibaldi mentre compagnie dell’André Marty e Dombrowski lo sostengono ai lati. Dapprima i garibaldini si portano sotto il muro di cinta costringendo i legionari a ritirarsi all’interno. Respingono quindi un tentativo di rompere l’accerchiamento, poi attraverso una breccia nel muro penetrano nel complesso ed ingaggiano una violenta lotta corpo a corpo, alla fine i fascisti, circondanti e senza via di fuga, si arrendono. Sono contati 262 prigionieri, consistente è il bottino di materiale bellico: trattori per artiglieria, tre cannoni, sei autocarri, mitragliatrici, motociclette, fucili e munizioni, viveri ed indumenti.
15 MARZO
I repubblicani riconquistano Trijueque. I fascisti sostituiscono le loro truppe di linea, ormai sbandate e stremate, con due unità fresche, mentre Roatta chiede a Franco l’autorizzazione di sospendere i combattimenti e porsi sulla difensiva per far riposare le truppe e riorganizzarle.
16 MARZO
Giorno di tregua, anche i repubblicani sono stanchi, solo la loro aviazione non conosce pause continuando a martellare il nemico.
18 MARZO
L’azione combinata di aerei, carri armati ed artiglieria repubblicana getta il panico tra le file fasciste. La XII Brigata Internazionale riconquista Brihuega. Le divisione fasciste appena arrivate in linea, già demoralizzate alla vista della ritirata disordinata dei loro camerati, sono a loro volta travolte e costrette alla fuga.
Sono fatti 200 prigionieri e viene catturato moltissimo materiale bellico di ogni tipo.
19 MARZO
Enciclica papale di Pio XI “Divini Redemptoris”: “Anche là, nella nostra carissima Spagna, il flagello comunista si è scatenato purtroppo con violenza furibonda”.
20 MARZO
I repubblicani riprendono la controffensiva ma con scarsi risultati, mancano riserve per sostituire gli uomini stanchi da tanti giorni di scontri.
24 MARZO
Un’unità di Lister raggiunge il km. 97 della strada di Francia, praticamente da dove erano partiti i i fascisti l’8 marzo.
I legionari sono rilevati da una brigata di navarresi, negli scontri hanno perso 1.500 uomini, 1.200 prigionieri. La battaglia di Guadalajara è finita, sarà ricordata come la “prima sconfitta del fascismo”.
31 MARZO
Il generale Mola lancia un’offensiva al Nord lanciando un ultimatum: “Ho deciso di terminare rapidamente la guerra del Nord; chi non si è macchiato di assassinii e chi getta le armi avrà salva la vita e le proprietà. Ma se la resa non è immediata, raderò al suolo tutta la Biscaglia”.
Lo stesso giorno la Legione Condor bombarda il villaggio di Durango, nodo stradale e ferroviario tra Bilbao ed il fronte, uccidendo 127 civili tra cui 16 religiosi. 121 feriti moriranno in seguito negli ospedali. I repubblicani lanciano un attacco diversivo contro Huesca.
26 APRILE
La città di Guernica, simbolo dell’autonomia basca, viene rasa al suolo dalla Legione Condor, bombardamento che causa 1.654 morti e 889 feriti. L’episodio diventa famoso nel mondo anche per l’omonimo dipinto di Pablo Picasso, sovrintendente ai musei della Repubblica.
Miguel Hernàndez dedicherà al Duce una sua poesia a ricordo della sconfitta:
MUSSOLINI IL SANGUINARIO
Vieni a Guadalajara, dittator di catene,
carceraria mandibola di sasso:
e la paurosa fuga vedrai vedrai delle tue iene,
e l’apogeo vedrai dello spavento.
Rumorosa provincia di alveari,
delle arnie patria trepidante,
la dolce Alarria, amara come il pianto,
amaro e amaro in bocca t’ha lasciato.
Vieni e vedrai, mortifero bandito,
ruote dei tuoi cannoni,
bandiere del tuo esercito,
carne dei tuoi soldati,
ossa delle tue legioni,
e panni e cuori lacerati.
Una vastità di morti ancora fumanti:
morti che fumigano davanti alla collina,
morti sotto la neve,
morti sulle lande sconfinate,
morti presso la quercia,
morti dentro l’acqua che inonda.
Paul Eluard scriverà per la città martire la poesia “La Victorie de Guernica”
Bel mondo delle catapecchie
Della miniera e dei campi
Visi buoni al fuoco visi buoni al freddo
Ai rifiuti alla notte alle ingiurie alle botte.
Visi buoni a tutto
Ecco il vuoto che vi fissa
La vostra morte servirà d’esempio.
Morte cuore stravolto.
V’hanno fatto pagare il pane
Il cielo e la terra l’acqua il sonno
E la miseria
Della vostra vita
Guernica: la strage degli innocenti
Il bombardamento di Guernica cominciò alle quattro e trenta del pomeriggio del 26 aprile 1937. Era un giorno di mercato. La cittadina basca era affollata di visitatori, miliziani repubblicani della guarnigione, militari diretti verso il vicino fronte e migliaia di rifugiati fuggiti dalle decine di piccoli centri della Biscaglia occupata dai “franchisti”. In poche ore Guernica, sotto il martellante fuoco dell’aviazione nazista, fu un immenso cumulo di macerie. “La prima strage degli innocenti del nostro tempo”, commentò il “Times” davanti alla ferocia di Franco.
La notizia del massacro di quella che era stata dichiarata “città aperta”, schierata dalla parte della Repubblica, colpì Pablo Picasso, racconterà Emile Langui, “come una cornata nel ventre”. La mattina del 1° maggio, cinque giorni dopo la distruzione di Guernica, il grande pittore nel suo atelier parigino al numero 7 di rue des Grands-Augustin, sulla riva sinistra della Senna, mise mano, attraverso un’attività complessa, fatta di un centinaio di bozzetti e di studi, a quello che sarà il suo capolavoro, simbolo del pacifismo mondiale. Un grande dipinto alto tre metri e 49 centimetri e lungo sette metri e 76 centimentri, utilizzato originariamente come pannello decorativo per il padiglione spagnolo dell’Esposizione internazionale delle Arti e Tecniche di Parigi. Un dipinto gremito di figure austere, sconvolte, enigmatiche. “Il toro – spiegò un giorno Picasso – non è il fascismo. E’ la brutalità e la tenebra. Il cavallo rappresenta il popolo.”
L’opera fu acquistata dalla Repubblica spagnola per 150.000 franchi. Ma la guerra civile fu vinta dai “franchisti” e per questa ragione “Guernica” fu inviata negli Stati Uniti ed affidata al Museum of Modern Arts di New York. Si trattò di un prestito sino a che in Spagna – era questa la volontà di Picasso – non fosse tornata la democrazia. In realtà “Guernica” fu esposto in Spagna, dopo una lunga battaglia legale fra gli eredi che ne rivendicavano la proprietà ed il Museo americano, solo nel 1981.
Ospite inizialmente al Cason del Buen Ritiro, un modesto distaccamento del Prado, dal settembre del 1992 è al Centro “Reina Sofia” in una sala blindata in grado di reggere colpi di bazoka.
1 MAGGIO
La XII Brigata Internazionale, che prenderà il nome di “Garibaldi”, viene riorganizzata. Sarà composta in prevalenza da antifascisti italiani, i reduci del battaglione Garibaldi, i superstiti del battaglione Dimitrov (ex XV), della colonna Rosselli e della Gastone Sozzi. Gli altri effettivi sono reclute spagnole.
7 MAGGIO
Nei drammatici fatti di Barcellona, muore all’età di 40 anni Camillo Berneri, uno dei massimi esponenti del movimento anarchico.
14 MAGGIO
Largo Caballero si dimette dalla carica di Primo Ministro per dissensi con i rappresentanti comunisti.
17 MAGGIO
Juan Negrin forma un nuovo governo con l’esclusione degli anarchici.
29 MAGGIO
Nel corso di un bombardamento aereo al porto di Ibiza dell’aviazione repubblicana viene colpita la corazzata tedesca “Deutschland”.
31 MAGGIO
Ritorsione tedesca al bombardamento del 29, un incrociatore e quattro cacciatorpediniere bombardano la città di Almeria, indifesa e priva di obiettivi militari.
3 GIUGNO
Muore in un incidente aereo il generale Mola, organizzatore dell’Alzamiento.
9 GIUGNO
Assassinio dei fratelli Carlo e Nello Rosselli a Bagnoles de l’Orne da parte di elementi della Cagoule di Eugène Delonche, sovvenzionata dall’O.V.R.A. mussoliniana.
Da un discorso del primo ai volontari:
“All’estero siamo sempre e saremo sempre dei minorati, degli esuli. In Spagna no. In Spagna ci sentiamo pari, fratelli. Dopo esser stati obbligati tanti anni a chiedere, magari solo il sacrosanto diritto al lavoro ed alla residenza, in Spagna abbiamo la gioia di dare”.
19 GIUGNO
I ribelli occupano Bilbao.
1 LUGLIO
Lettera collettiva dei vescovi spagnoli ai vescovi di tutto il mondo: “Malgrado il suo spirito di pace e il suo desiderio di evitare la guerra e di non prendervi parte, la Chiesa di Spagna non poteva assistere indifferente alla lotta. Da una parte si sopprimeva Dio … dall’altra si ergeva lo sforzo cosciente di chi combatteva per la conservazione del vecchio spirito spagnolo e cristiano”.
2 LUGLIO
Jacques Maritain, eminente scrittore cattolico francese risponde con un articolo su “La Nouvelle Revue Française”: “Che si invochi pure, se lo si ritiene giusto, la giustizia della guerra che si fa. Ma che non si invochi la sua santità. Che si uccida, se si crede il dover uccidere in nome dell’ordine sociale o della nazione, questo è già abbastanza orribile. Ma che non si uccida in nome di Cristo Re, che non è un capo di guerra, ma un re di grazia e carità, morto per tutti gli uomini, e il cui regno non è di questo mondo”.
4 LUGLIO
Si apre a Valencia il II Congresso Internazionale per la Difesa della Cultura, che in fasi successive si sarebbe tenuto a Madrid e Barcellona, per poi concludersi a Parigi il giorno 17. E’ una netta scelta di campo degli scrittori di tutto il mondo, accanto agli spagnoli Machado, Alberti e Bergamin siedono Hemingway, Spender, Malraux, Neruda, Tzara, Argon ed Heinrich Mann.
Bertolt Brecht interviene alla chiusura del congresso a Parigi con un breve discorso in cui, reagendo ai tanti interventi che si erano limitati a perorare genericamente la difesa della cultura dalla barbarie fascista, afferma: “La cultura che a lungo, troppo a lungo, è stata difesa solo con le armi spirituali, ma attaccata con armi materiali, questa cultura che è essa stessa una faccenda non solo spirituale ma anche, e anzi prima di tutto, una faccenda materiale, deve essere difesa con armi materiali”.
Dichiarano il loro sostegno alla Repubblica intellettuali di tutto il mondo, come: Maritain, Mauriac, Gide, Faulkner, Caldwell, Bromfield, Auden, Steinbeck, Upton Sinclair, Camus, gli scienziati Einstein, Joliot-Curie, Huxley, artisti, pittori, musicisti e personaggi dello spettacolo.
6 LUGLIO
Due corpi d’armata repubblicani, il V agli ordini di Modesto ed il XVIII di Jurado, movendo dal settore dell’Escorial lungo la direttrice del fiume Guadarrama tentano una manovra di accerchiamento delle forze nazionaliste che tengono il settore Ovest di Madrid.
13 LUGLIO
L’offensiva repubblicana, dopo un’avanzata di 12 km. si va esaurendo, la resistenza dei nazionalisti a Boadilla blocca il tentativo di accerchiamento. Sono stati occupati dai lealisti i centri di Brunete, Villanueva del Pardillo e Villafranca del Castillo.
25 LUGLIO
I ribelli lanciano una controffensiva e riconquistano Brunete. La battaglia può dirsi conclusa ma a prezzo di gravissime perdite da ambedue le parti. I battaglioni Lincoln e Washington della XV Brigata Internazionale perdono metà dei loro effettivi e vengono fusi in uno solo. Tra i caduti Olivier Law, comandante della Lincoln, primo negro americano al vertice di un’unità statunitense formata da bianchi e negri.
11 AGOSTO
Viene sciolto il Consiglio d’Aragona creato dagli anarchici.
14 AGOSTO
Offensiva nazionalista per completare la conquista delle province basche, partecipano all’operazione i ricostituiti reparti fascisti del C.T.V.
24 AGOSTO
Per alleggerire la pressione su Santander i repubblicani lanciano a loro volta un’offensiva nell’Aragona. Rompono le linee nemiche in otto punti ma incontrano una feroce resistenza, soprattutto Belchite, fortificata dai franchisti, resiste, per cui i progressi sono limitati. Il caldo canicolare crea gravi disagi ai due eserciti.
26 AGOSTO
I ribelli occupano Santander.
1 SETTEMBRE
Inizio dell’offensiva faziosa contro le Asturie.
6 SETTEMBRE
La XV Brigata Internazionale espugna Belchite dopo un cruento combattimento casa per casa. La città è completamente distrutta e non sarà mai ricostruita, le sue macerie resteranno come muta testimonianza della violenza della guerra. Franco farà costruire nelle vicinanze una città nuova.
1 OTTOBRE
Mons. Antoniutti è nominato dalla Santa Sede Delegato Apostolico presso il governo di Burgos.
21 OTTOBRE
I nazionalisti occupano Gijon e Aviles; fine della guerra al Nord.
31 OTTOBRE
Il governo repubblicano si trasferisce da Valencia a Barcellona.
16 NOVEMBRE
I franchisti fucilano 16 ecclesiastici baschi. Altri 283 preti e 131 religiosi vengono incarcerati e condannati a pesanti pene.
15 DICEMBRE
Inizia la battaglia di Teruel. Mentre nevica, Lister accerchia la città ed occupa il ponte la “Muela de Teruel”. Si combatte duramente casa per casa in un freddo polare.
29 DICEMBRE
Franco muove le sue truppe, sostenute dalla legione Condor, per rompere l’assedio. Ma il grande gelo, la temperatura scende a 18 gradi sotto zero e la neve, alta più di un metro, impediscono gli spostamenti di soldati e rifornimenti delle due parti.
7 GENNAIO 1938
I repubblicani conquistano Teruel dopo sanguinosi combattimenti casa per casa. E’ la prima capitale di provincia occupata dai nazionalisti all’Alzamiento che viene ripresa.
“Ai miei compagni della battaglia di Teruel” André Malraux dedicherà “L’Espoir”.
28 GENNAIO
Violento bombardamento aereo di Barcellona da parte di aerei fascisti decollati da Maiorca. Ciano annoterà sui suoi diari: “Non ho mai letto un documento così realisticamente terrorizzante: eppure erano soltanto 9 S.79 e tutto il raid è durato un minuto e mezzo. Palazzi polverizzati, traffico interrotto, panico che diventa follia: 500 morti e 1.500 feriti”.
30 GENNAIO
Franco forma il suo primo governo.
10 FEBBRAIO
George Bernanos scrive: “Ho trovato il titolo … Les Grands Cimitiéres sous la lune … Mi piace questa immagine di pace e di riconciliazione funebre... »
Il libro sarà ultimato a Tolone nell’aprile del 1938 e costituirà un’impressionante denuncia delle stragi compiute a Maiorca dai falangisti agli ordini del generale della M.V.S.N. Arconovaldo Bonaccorsi e benedette dal vescovo di Palma Miralles Sbert: “Ho visto laggiù, a Maiorca, passare sulla Rambla autocarri carichi di uomini. Rotolavano con un rombo di tuono, sfiorando terrazze multicolori, lavate di fresco, roride, con il loro gaio mormorio di festa paesana. Gli autocarri erano grigi per la polvere delle strade, grigi anche gli uomini seduti in fila per quattro, con i berretti grigi di traverso e le mani allungate sui calzoni di rigatino, molto modestamente…
Li arraffavano ogni sera nei villaggi sperduti, nell’ora in cui tornavano dai campi; e così partivano per l’ultimo viaggio, con la camicia incollata alle spalle per il sudore e le braccia ancora appesantite dal lavoro della giornata, lasciando la zuppa pronta sulla tavola e una donna che arriva troppo tardi alla soglia del giardino, tutta trafelata con il fagottino di panni stretto nel tovagliolo nuovo: A Dios! Recuerdos!
… a dicembre i fossati intorno ai cimiteri ebbero le loro messe di malpensanti. Una volta che fu quasi finita l’epurazione sommaria (in città e villaggi) bisognò occuparsi delle prigioni. Erano piene, ci pensate! Pieni anche i campi di concentramento.
E piene allo stesso modo le chiatte in disarmo ….
Allora cominciò la seconda fase, quella dell’epurazione delle prigioni. Infatti un gran numero di questi sospetti, uomini e donne, sfuggiva alla legge marziale, in mancanza del più insignificante reato suscettibile di condanna da parte di un consiglio di guerra. Si cominciò allora a rilasciarli a gruppi, secondo il loro luogo di origine. A metà strada si vuotava il carico nel fossato.
… Quanti morti? Cinquanta? Cento? Cinquecento? La cifra che vi darò è stata fornita da uno dei capi della repressione palmisana. La valutazione popolare è ben diversa. Non importa: al principio del marzo 1937, dopo sette mesi di guerra civile, si contavano tremila di questi assassinii …
22 FEBBRAIO
I nazionalisti riconquistano Teruel.
3 MARZO
Il governo nazionalista annulla la Legge del Matrimonio Civile e del Divorzio del 1932.
10 MARZO
Inizia l’offensiva franchista sul fronte dell’Aragona con la riconquista della città di Belchite.
17 MARZO
Il gabinetto francese presieduto da Leon Blum riapre la frontiera.
18 MARZO
Nuovi violenti bombardamenti aerei di Barcellona. Proteste internazionali.
3 APRILE
I nazionalisti avanzano in Aragona occupano Lerida.
5 APRILE
Il governo nazionalista dichiara abolito lo Statuto Speciale della Catalogna. Crisi del Governo Negrin, Indalecio Prieto lascia il Ministero della Difesa.
9 APRILE
Viene fucilato dai faziosi Carrasco y Formiguera, politico cattolico.
14 APRILE
I nazionalisti raggiungono il Mediterraneo a Vinaroz, il territorio repubblicano è diviso in due.
21 APRILE
Inizia l’offensiva franchista in direzione di Valencia.
1 MAGGIO
Negrin lancia un piano di pace in 13 punti.
23-26 MAGGIO
Bombardamenti aerei a Barcellona, Valencia ed Alicante.
12 GIUGNO
La Francia su pressione dell’Inghilterra chiude nuovamente la frontiera.
24 GIUGNO
Scambio di ambasciatori fra il Vaticano e il governo di Burgos. Monsignor Cicognani è il primo Nunzio Apostolico, mentre Yanguas Messias presenta le credenziali a Roma.
5 LUGLIO
Il governo nazionalista ripristina la legge sulla pena di morte. Il Comitato per il non-intervento approva il piano per il ritiro dei volontari stranieri.
18 LUGLIO
Discorso di Manuel Azana a Barcellona nel secondo anniversario della guerra: “Pace, pietà, perdono”.
23 LUGLIO
I repubblicani bloccano definitivamente a Viver l’avanzata franchista verso Valencia.
25 LUGLIO
Inizia l’offensiva dell’Ebro. I repubblicani agli ordini di Modesto passano il fiume in dodici punti e riescono a costituire due teste di ponte a Gandesa e Mequinenza. I nazionalisti sono obbligati a richiamare le truppe impegnate nell’offensiva verso Sud.
7 AGOSTO
Controffensiva repubblicana in Estremadura che blocca l’avanzata delle truppe di Queipo de Llano verso Almadén.
20 AGOSTO
I nazionalisti, favoriti dal totale dominio del cielo e da una schiacciante superiorità di artiglieria, riprendono l’iniziativa sul fronte dell’Ebro.
21 SETTEMBRE
Negrin presenta alla Società delle Nazioni il piano per il ritiro delle Brigate Internazionali.
30 SETTEMBRE
Patto di Monaco, Francia ed Inghilterra lasciano via libera a Hitler in Cecoslovacchia.
28 OTTOBRE
I soldati delle Brigate Internazionali, che si preparano a lasciare la Spagna, sfilano lungo la Diagonale tra le acclamazioni della folla, salutati dalla Passionaria con le parole:
“A preso fratelli! E’ molto difficile pronunciare parole di commiato rivolte agli eroi delle Brigate Internazionali, per quello che sono e che rappresentano.
Un sentimento di angoscia, di dolore infinito, chiude le nostre gole attanagliandole. Angoscia perché se ne vanno, soldati del più alto ideale della redenzione umana, esiliati dalla loro patria, perseguitati dalla tirannia di molti popoli ..
Dolore per quelli che restano qui per sempre, fusi con la nostra terra e vivi nel più profondo dei nostri cuori, circondati dal sentimento della nostra eterna gratitudine.
Di tutti i popoli, di tutte le razze, veniste a noi come fratelli, figli della Spagna immortale, e nei giorni più duri della nostra guerra quando la capitale della Repubblica spagnola era minacciata, foste voi, valorosi compagni delle Brigate Internazionali, che contribuiste a salvarla con il vostro entusiasmo combattivo ed il vostro eroismo e spirito di sacrificio.
Jarama, Guadalajara, Brunete, Belchite, Levante e l’Ebro cantano con strofe immortali il valore, l’abnegazione, la bravura, la disciplina degli uomini delle Brigate Internazionali.
Per la prima volta nella storia della lotta dei popoli si è assistito allo spettacolo sorprendente per la sua grandezza, della formazione delle Brigate Internazionali per aiutare a salvare la libertà e l’indipendenza di un paese minacciato, la nostra Spagna.
Comunisti, socialisti, anarchici, repubblicani, uomini di diverso colore, di ideologia differente, di religioni antagoniste, che però amavano tutti profondamente la libertà e la giustizia, vennero ad offrirci il loro aiuto incondizionato.
Ci diedero tutto, la loro gioventù o la loro maturità; la loro scienza o la loro esperienza; il loro sangue e la loro vita, le loro speranze e le loro ansie … Noi non vi dimenticheremo! Chiesero un posto nella lotta, anelarono all’onore di morire per noi.
Bandiere di Spagna! Salutate questi eroi, inchinatevi davanti a tanti martiri!
Madri! Donne! Quando col passare degli anni le ferite della guerra si saranno cicatrizzate; quando il fosco ricordo dei giorni dolorosi e sanguinosi si sarà convertito in un presente di libertà, di amore e di benessere; quando i rancori si saranno spenti e quando l’orgoglio di vivere in una patria libera sarà sentito da tutti gli spagnoli – allora parlate ai vostri figli. Raccontate loro delle Brigate Internazionali.
Raccontate loro come attraversando monte e mari, valicando frontiere irte di baionette e sorvegliate da cani rabbiosi, bramosi di dilaniare le loro carni, questi uomini vennero nel nostro paese, crociati della Libertà. Abbandonarono ogni cosa, le loro case, la loro patria, i loro villaggi e i loro beni, madre, moglie, fratelli, figli e vennero da noi e ci dissero: “Eccoci; la vostra causa, la causa della Spagna, è la nostra, è la causa di tutta l’umanità civile e progressista”.
Oggi essi se ne vanno. Molti di loro, migliaia, restano qui con la terra spagnola come sudario e tutti gli spagnoli li ricordano con eterna gratitudine.
Compagni delle Brigate Internazionali! Ragioni politiche, ragioni di stato, l’interesse di questa stessa causa per la quale con infinita generosità avete offerto il vostro sangue, vi costringono a ritornare alcuni nella vostra patria, altri in un esilio forzato. Potete partire a testa alta: Voi siete la storia, voi siete la leggenda, siete l’esempio eroico della solidarietà e dell’universalità della democrazia. Non vi dimenticheremo, e quando l’ulivo della pace germoglierà di nuovo, intrecciando le sue foglie a quelle dell’alloro della vittoria della Repubblica spagnola, tornate! Tornate al nostro fianco, che qui troveranno patria quelli che non hanno patria, amici, quelli obbligati a vivere senza amicizia, e tutti, tutti l’affetto e la riconoscenza del popolo spagnolo, che oggi e domani griderà con entusiasmo : VIVA GLI EROI DELLE BRIGATE INTERNAZIONALI “.
I volontari delle Brigate Internazionali, provenienti da cinquantadue paesi dei cinque continenti, furono circa 40.000 e la metà morì in combattimento, fu dispersa o ferita. Altri 5.000 uomini combatterono in unità dell’esercito repubblicano ed almeno altri 20.000 lavorarono nei servizi sanitari od ausiliari.
1 NOVEMBRE
La Germania decide di rinforzare il potenziale della Legione Condor.
16 NOVEMBRE
Finisce la battaglia dell’Ebro, le ultime truppe repubblicane riattraversano il fiume ripiegando sulle posizioni di partenza.
8 DICEMBRE
Il generale Miaja boccia il piano del generale Rojo per un’offensiva in Andalusia.
23 DICEMBRE
I franchisti passano l’Ebro, ha inizio l’occupazione della Catalogna.
4 GENNAIO 1939
Avanzata repubblicana in Estremadura, solo nella prima settimana di febbraio i nazionalisti riusciranno a bloccarla.
13 GENNAIO
Mobilitazione generale per la difesa della Catalogna.
15 GENNAIO
I ribelli occupano Tarragona. Inizia la “Retirada”, decine di migliaia di civili si avviano verso la frontiera francese sotto i mitragliamenti dell’aviazione fascista.
26 GENNAIO
Cade Barcellona.
27 GENNAIO
Nella notte il governo francese consente l’entrata in Francia dei profughi civili: “Le donne, i bambini e i vecchi possono essere accolti. I feriti verranno curati. Gli uomini in età di portare le armi devono essere respinti”. Saranno accolti 240.000 civili e 10.000 feriti.
Il poeta russo Nikolaj Tichonov ricorda l’internamento:
Non posso sfiorare la penna,
quasi l’inchiostro fosse pieno
di incantesimi:
in una folta foresta straniera
il picchio batte soltanto
cadenze di guerra.
Vedo solo le donne
fra una rocciosa strada invernale,
solo i bambini caduti nella neve,
solo le foglie bruciacchiate nei boschetti.
Dei boschetti odorosi di polvere,
cenerici pieni di canizie,
degli uomini chiedono la notte
dietro il filo spinato un po’ d’acqua.
Qualunque cosa tu dica d’una simile vita,
non è così, non è lo stesso, ed è poco,
dice tutto la mano dei bimbi,
che affiora dalla neve sulle rocce.
1 FEBBRAIO
Ultima riunione delle Corte repubblicane al castello di Figueras. Mentre viene votata la “resistenza ad oltranza”, il colonnello Casado a Madrid inizia i contatti segreti con Franco.
5 FEBBRAIO
Circa 250.000 soldati repubblicani ottengono il permesso di entrare in Francia, sono avviati in campi di internamento improvvisati sulle spiagge del Roussillon.
9 FEBBRAIO
Il Primo Ministro Negrin passa la frontiera catalana, raggiungerà in aereo la Spagna repubblicana del centro.
11 FEBBRAIO
I nazionalisti completano l’occupazione della Catalogna.
13 FEBBRAIO
Il governo nazionalista promulga la “Legge sulle responsabilità politiche”, che istituisce i Tribunali Speciali per giudicare “tutti gli atti di sovversione compiuti dal 1 ottobre 1934 (rivolta delle Asturie) ed i delitti di ribellione contro il Movimento del 18 luglio 1936”.
23 FEBBRAIO
Muore a Colliure (Francia) il poeta Antonio Machado giunto esule dalla Spagna.
27 FEBBRAIO
Francia ed Inghilterra riconoscono il governo nazionalista.
5 MARZO
Il colonnello Casado, assecondato da Juliàn Besteiro e Cipriano Mera, costituisce il Consiglio Nazionale di Difesa.
6 MARZO
Negrin, isolato ad Elda, lascia definitivamente la Spagna. Scontri a Madrid tra favorevoli e contrari ai negoziati con Franco.
28 MARZO
Le truppe nazionaliste entrano nella capitale.
31 MARZO
Spagnoli ed italiani occupano Alicante, ultima città repubblicana
1 APRILE
Radio Burgos legge l’ultimo bollettino di guerra:
“Oggi dopo aver fatto prigioniero l’esercito rosso e averlo disarmato, le truppe hanno raggiunto i loro obiettivi militari. La guerra è terminata.” Gli Stati Uniti riconoscono il governo nazionalista.
Con la fine della guerra non si conclude il dramma del popolo spagnolo, mentre in patria si consuma la spietata vendetta dei vincitori, in Francia i profughi sono concentrati in campi di internamento di fortuna.
Pochi mesi dopo l’Europa precipita nel baratro della guerra e sulle vicende spagnole cala un pesante velo di silenzio.
E’ un silenzio che consente al nuovo regime di consumare senza troppa pubblicità la cosiddetta “pacificazione” o resa dei conti. In base alla “Legge sulle responsabilità politiche”, che sarà perfezionata con la “Legge speciale sulla repressione della massoneria e del comunismo” del 1° marzo 1940 e la “Legge sulla Sicurezza dello Stato” del 29 marzo 1941, i tribunali speciali condannano tutti quanti ritengono compromessi con la parte repubblicana.
Militari, esponenti politici, amministrativi e sindacali, o anche solo insegnanti, quelli che la Repubblica aveva chiamato i “milicianos de la cultura” vengono giudicati in processi di pochi minuti dopo lunghi periodi di permanenza in prigione. A decine di migliaia le condanne a morte, eseguite con sadica ferocia anche due o tre anni dopo la sentenza, le condanne al carcere duro o ai lavori forzati nei “battaglioni di lavoro o distaccamenti penali”, in cui i repubblicani furono sfruttati come schiavi in lavori pubblici (ricostruzione di città, strade e ponti) o ad innalzare il faraonico mausoleo della “Valle de los Caidos”.
Sulle cifre della repressione, quella che passerà alla storia come la “grande mattanza”, gli storici Hugh Thomas, Gabriel Jackson e Charles Foltz concorderanno sulla cifra di 200.000 esecuzioni, mentre 250.000 saranno i carcerati e 100.000 i forzati dei battaglioni lavoro, a cui i condannati al carcere potevano chiedere di essere assegnati con la formula “un giorno di carcere contro due di lavoro”.
I circa 500.000 profughi della “Retirada” rifugiatisi in Francia o nelle colonie francesi del Nord Africa, dopo aver subito l’umiliazione dei campi di internamento, lande sabbiose sul bordo del mare recintate da filo spinato senza ripari e servizi, scelsero tra: rientrare in Spagna, emigrare in America Latina, arruolarsi nella Legione Straniera francese, lavorare nelle “Compagnies de Travailleurs Etrangers” (C.T.E.).
Quanti ritornarono in Spagna (una minoranza) dovettero sottostare alla “giustizia” franchista. Miglior sorte toccò agli emigrati, specie se uomini di cultura accolti dal Messico. I legionari parteciparono ad alcune delle più cruente battaglie della seconda guerra mondiale in Norvegia, Nord Africa e Francia, compresa la liberazione di Parigi. Dodicimila lavoratori delle C.T.E. finirono nel campo di concentramento di Mauthausen, dove settemila trovarono la morte, gli altri parteciparono alla Resistenza in Francia costituendo al Sud il grosso delle formazioni partigiane. Alla fine del conflitto alcune migliaia di resistenti rientrarono in Spagna per riprendere la lotta armata al franchismo ma dovettero desistere anche per il mancato appoggio della popolazione prostrata e vessata.
I soldati delle Brigate Internazionali entrati in Francia con l’armata repubblicana, furono internati nei campi di Vernet d’Ariege, da cui con peripezie diverse usciranno per assumere un ruolo determinante nella Resistenza che si andava sviluppando nei loro paesi soggetti all’occupazione nazifascista.
Alla fine di questa sintetica enunciazione di date e fatti, una considerazione. Non è possibile porre sulla bilancia della Storia due Mali e soppesarli, un Male è un Male non può essere paragonato ad un altro.
E’ vero, in Spagna la Repubblica espose le mummie dei morti, incendiò chiese e conventi, uccise religiosi (6.832) e avversari, ma città inermi furono bombardate dal cielo e dal mare, decine di migliaia di militari e civili furono massacrati durante la “Cruzada” e poi dopo la vittoria fucilati o garrotati, condannati al carcere duro o costretti schiavi. Ma ora seconda una pubblicistica allineata alle tesi del “revisionismo”, se Franco non avesse vinto la Spagna sarebbe diventata una Repubblica Democratica Popolare (democratica lo era già per libera scelta del suo popolo alle elezioni del febbraio 1936) e questo sarebbe stato il vero Male.
Prima che il “Secolo Breve” si chiuda forse qualcuno dichiarerà che Hitler non fu parte del Male (Auschwitz uno spiacevole incidente) perché impedì all’intera Europa di diventare una Repubblica Popolare. D’altronde qualcuno in Italia ha già dichiarato che il fascismo non fu sanguinario, dimenticando i morti d’Etiopia e Spagna, e quanti morirono in conseguenza della Seconda guerra mondiale, militari al fronte o civili in Italia, partigiani e anche fascisti.
Qualcuno dovrà assumersi la responsabilità di queste morti.
Infine chi sostiene che Franco non fu fascista, dovrebbe riconsiderare quelle che furono le prerogative del fascismo in generale: negazione delle libertà di stampa, di associazione e di voto, e confrontarle con quanto accadde nella Spagna falangista e poi riflettere.
|
 |