<?xml version="1.0" encoding="utf-8" ?>
<rdf:RDF xmlns:rdf="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:syn="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns="http://purl.org/rss/1.0/">




    



<channel rdf:about="http://www.memoriedispagna.org/index_html/RSS">
  <title>ASS.NE "Memoria Storica - Giovanni Pesce" - L'educazione alla Memoria. Contattateci per iniziative sulla Resistenza e ... </title>
  <link>http://www.memoriedispagna.org</link>

  <description>
    
      L'Associazione "Memoria Storica - Giovanni Pesce" è nata nel luglio 2010, a tre anni di distanza dalla scomparsa del comandante partigiano, medaglia d'Oro per la Resistenza, per volere di Ketty Carraffa, collaboratrice  e amica del Comandante Pesce dal 1991 e di alcuni compagni milanesi che hanno condiviso con i due partigiani, innumerevoli esperienze e amicizia. Anche Nori Brambilla Pesce, (scomparsa il 6 novembre 2011), partigiana e compagna di una vita di "Visone",  ha da subito aderito agli scopi e agli obiettivi dell'associazione, (divenendone Presidente Onorario) intenzionata a raccogliere la "staffetta" e il testimone sul valore della contro-informazione, seguendo i principi della nostra Cosituzione ...  Il Presidente dell'associaizone è dall'inizio "dell'avventura", Ketty Carraffa, sindacalista CGIL Milano e giornalista freelance
    
  </description>

  

  
            <syn:updatePeriod>daily</syn:updatePeriod>
            <syn:updateFrequency>1</syn:updateFrequency>
            <syn:updateBase>2011-05-19T08:14:36Z</syn:updateBase>
        

  <image rdf:resource="http://www.memoriedispagna.org/logo.png"/>

  <items>
    <rdf:Seq>
      
        <rdf:li rdf:resource="http://www.memoriedispagna.org/lanpi-di-milano-annuncia-la-scomparsa-di-ceda-partigiana"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://www.memoriedispagna.org/rainews-24-diretta-streaming.-3-staffette-partigiane-e-un-intervento-sulla-nuova-resistenza"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://www.memoriedispagna.org/memorie-della-resistenza"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://www.memoriedispagna.org/25-aprile-2013-alla-manifestazione-di-milano-partecipa-l-on.-laura-boldrini"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://www.memoriedispagna.org/un-cielo-cosi-rosso-da-non-poter-vedere-ne-la-luna-ne-le-stelle-1"/>
      
    </rdf:Seq>
  </items>

</channel>


  <item rdf:about="http://www.memoriedispagna.org/lanpi-di-milano-annuncia-la-scomparsa-di-ceda-partigiana">
    <title>L'ANPI di Milano annuncia la scomparsa di Ceda, Partigiana.</title>
    <link>http://www.memoriedispagna.org/lanpi-di-milano-annuncia-la-scomparsa-di-ceda-partigiana</link>
    <description>Ci uniamo al dolore per la scomparsa di un'altra colonna della nostra Storia, quanti anni passati con lei, i suoi racconti e la sua straordinaria vita politica. K.C.</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>DALL'ANPI MILANO:</p>
<p>Abbiamo appreso questa mattina, con profondo dolore, la notizia della scomparsa della partigiana Annunziata Cesani.<br />Ceda entrò giovanissima nella Resistenza con il compito principale di mantenere i collegamenti tra la 7a Gap di Bologna e il distaccamento operante nell’Imolese e tra la 36a Brigata Garibaldi dislocata sull’Appennino Tosco-emiliano e il distaccamento sap della sua zona.<br />Da anni Ceda era membro del Comitato Nazionale dell’ANPI e al Congresso nazionale della nostra Associazione svoltosi a Torino veniva eletta nella Presidenza Onoraria. Da sempre faceva parte del Comitato Provinciale dell’ANPI di Milano.<br />Presidente della Sezione di Sesto San Giovanni è stata per tutti noi punto di riferimento fondamentale e, anche quando le forze cominciavano a mancarle, non si sottraeva ai suoi compiti.<br />La ricorderemo sempre con affetto e commozione per l’ininterrotto contributo che ha dato all’ANPI, senza risparmiarsi, con disinteresse e con passione.<br />“Il calendario è inesorabile” – scriveva Annunziata Cesani un paio di anni fa durante un’iniziativa promossa dalla Sezione di Sesto San Giovanni. “Le generazioni che vissero il 25 aprile sono andate via via diminuendo. Nel giro di pochi anni a venire sarà impossibile trovare testimoni oculari di quel periodo storico, persone cioè che non fossero allora piccoli bambini, quindi non in grado di capire ciò che succedeva intorno a loro. Agli storici soli sarà affidato il compito-dovere di scrivere, di continuare a raccontare gli accadimenti complessivi della Seconda Guerra Mondiale.”<br />E aggiungeva, riferendosi alla sua partecipazione alla Resistenza: “non sono un’”eroina”, sono semplicemente stata una ragazza che scelse di fare ciò che poteva contro un regime infame e perchè all’umanità – ed a quella gran parte di essa che sono le donne – fosse assicurata una vita migliore”.<br />Venerdì 24 Maggio dalle ore 13,00 alle 15,00 verrà allestita la camera ardente nella sede del Consiglio Comunale di Sesto San Giovanni.<br />Alle ore 15,00 il corteo raggiungerà Villa Zorn dove, presso la sede dell’ANPI di Sesto San Giovanni si svolgerà la cerimonia in suo ricordo.<br />L’orazione ufficiale sarà tenuta da Carlo Smuraglia, Presidente Nazionale dell’ANPI.<br />Chiediamo ai Presidenti di Sezione di rendere possibile, con la loro presenza, l’effettuazione dei picchetti che si alterneranno all’interno della camera ardente.<br />Ai familiari, agli amici, ai compagni e a tutti coloro che hanno conosciuto Ceda un affettuoso e commosso abbraccio da tutta l’ANPI Provinciale di Milano.<br />Roberto Cenati<br />Presidente ANPI Provinciale di Milano<br /><br />Abbiamo appreso questa mattina, con profondo dolore, la notizia della scomparsa della partigiana Annunziata Cesani.<br />Ceda entrò giovanissima nella Resistenza con il compito principale di mantenere i collegamenti tra la 7a Gap di Bologna e il distaccamento operante nell’Imolese e tra la 36a Brigata Garibaldi dislocata sull’Appennino Tosco-emiliano e il distaccamento sap della sua zona.<br />Da anni Ceda era membro del Comitato Nazionale dell’ANPI e al Congresso nazionale della nostra Associazione svoltosi a Torino veniva eletta nella Presidenza Onoraria. Da sempre faceva parte del Comitato Provinciale dell’ANPI di Milano.<br />Presidente della Sezione di Sesto San Giovanni è stata per tutti noi punto di riferimento fondamentale e, anche quando le forze cominciavano a mancarle, non si sottraeva ai suoi compiti.<br />La ricorderemo sempre con affetto e commozione per l’ininterrotto contributo che ha dato all’ANPI, senza risparmiarsi, con disinteresse e con passione.<br />“Il calendario è inesorabile” – scriveva Annunziata Cesani un paio di anni fa durante un’iniziativa promossa dalla Sezione di Sesto San Giovanni. “Le generazioni che vissero il 25 aprile sono andate via via diminuendo. Nel giro di pochi anni a venire sarà impossibile trovare testimoni oculari di quel periodo storico, persone cioè che non fossero allora piccoli bambini, quindi non in grado di capire ciò che succedeva intorno a loro. Agli storici soli sarà affidato il compito-dovere di scrivere, di continuare a raccontare gli accadimenti complessivi della Seconda Guerra Mondiale.”<br />E aggiungeva, riferendosi alla sua partecipazione alla Resistenza: “non sono un’”eroina”, sono semplicemente stata una ragazza che scelse di fare ciò che poteva contro un regime infame e perchè all’umanità – ed a quella gran parte di essa che sono le donne – fosse assicurata una vita migliore”.<br />Venerdì 24 Maggio dalle ore 13,00 alle 15,00 verrà allestita la camera ardente nella sede del Consiglio Comunale di Sesto San Giovanni.<br />Alle ore 15,00 il corteo raggiungerà Villa Zorn dove, presso la sede dell’ANPI di Sesto San Giovanni si svolgerà la cerimonia in suo ricordo.<br />L’orazione ufficiale sarà tenuta da Carlo Smuraglia, Presidente Nazionale dell’ANPI.<br />Chiediamo ai Presidenti di Sezione di rendere possibile, con la loro presenza, l’effettuazione dei picchetti che si alterneranno all’interno della camera ardente.<br />Ai familiari, agli amici, ai compagni e a tutti coloro che hanno conosciuto Ceda un affettuoso e commosso abbraccio da tutta l’ANPI Provinciale di Milano.<br />Roberto Cenati<br />Presidente ANPI Provinciale di Milano</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Ketty Carraffa</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2013-05-23T17:30:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://www.memoriedispagna.org/rainews-24-diretta-streaming.-3-staffette-partigiane-e-un-intervento-sulla-nuova-resistenza">
    <title>RAINEWS 24, DIRETTA STREAMING. 3 STAFFETTE PARTIGIANE e un intervento sulla NUOVA RESISTENZA delle DONNE.</title>
    <link>http://www.memoriedispagna.org/rainews-24-diretta-streaming.-3-staffette-partigiane-e-un-intervento-sulla-nuova-resistenza</link>
    <description>24 aprile 2013 - Presso la sede rai di Corso Sempione, a Milano, si è tenuta una splendida iniziativa organizzata dalle donne delle pari Opportunità della Rai. Dopo il racconto delle storie di Fiamma, Bruna e Lena, la nostra presidente, Ketty Carraffa, è stata invitata a raccontare la condizione delle donne, attuale. Sul lavoro, femminicidi, comunicazione e immagine delle donne ...</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>www.rainews24.rai.it</p>
<p>------------------------------------------------------</p>
<p><b>RAI, CORSO SEMPIONE, MILANO, ORE 12,30 - 24 aprile 2013</b></p>
<p><b>--------------------------------------------------<br /></b></p>
<p><b>LA NUOVA RESISTENZA DELLE DONNE - DI KETTY CARRAFFA - </b></p>
<p><b>MEMORIA STORICA . GIOVANNI PESCE - CGIL MILANO<br /></b></p>
<p><b>La Resistenza, è una condizione permanente delle donne. </b></p>
<p><b>Lo sappiamo tutte noi, sulla nostra pelle, senza esclusioni di età o aspetto fisico...</b></p>
<p><b>Resistiamo alla discriminazione di genere nel mondo del lavoro, prima di entrarci,</b></p>
<p><b> durante, e anche nella scelta della maternità.</b></p>
<p><b>Resistiamo e siamo rottamate, non solo a 40 a 50 anni, ma anche a 20, </b></p>
<p><b>quando veniamo messe da parte, a destra come a sinistra, dagli uomini, come dalle donne, </b></p>
<p><b>e con noi vengono messe da parte la nostra valorizzazione e il merito, </b></p>
<p><b>per far posto a yesman o yeswoman, disposti e disposte a tutto e, soprattutto, senza competenze, professionalità e passione.</b></p>
<p><b>Nel ’43, quando le donne si unirono con le armi e con la propria determinazione, </b></p>
<p><b>alla lotta dei partigiani uomini, (in moltissimi restii alla presenza delle donne), </b></p>
<p><b>il profondo senso di libertà e la parola emancipazione, faceva capolino nella Resistenza </b></p>
<p><b>con molto vigore e voglia di riscatto. </b></p>
<p><b>Le donne che hanno fatto la Resistenza non volevano essere angeli del focolare </b></p>
<p><b>o innocue e silenziose fattrici di prole, come voleva il regime fascista.</b></p>
<p><b>In giovanissime, lasciarono le loro famiglie e partirono alla ricerca della libertà, </b></p>
<p><b>lottando anche contro i pregiudizi culturali, che, tra l’altro,</b></p>
<p><b> sono ancora patrimonio del nostro presente.</b></p>
<p><b>E, a 70 anni di distanza, ognuna di noi, ogni giorno della propria esistenza, </b></p>
<p><b>si trova a combattere, ancora, contro i numerosi mulini a vento sbarrati,</b></p>
<p><b> dinanzi alla nostra libertà, determinazione e scelte di vita. </b></p>
<p><b>Succede alle donne da sempre, in special modo con la violenza sessuale</b></p>
<p><b> e i cosiddetti femminicidi, che risultano ormai essere una piaga, </b></p>
<p><b>con la guerra degli uomini sulle donne, che non accenna a diminuire, anzi. </b></p>
<p><b>Anche se le donne cambiano l’odio rimane invariato. </b></p>
<p><b>Una società che odia le donne è una sconfitta, per tutti, perché è una società che non crescerà mai.</b></p>
<p><b> </b></p>
<p><b>In questo momento, risulta quindi sempre più importante la comunicazione, </b></p>
<p><b>la trasmissione dei principi fondamentali,  che, come dicevano i nostri Partigiani, </b></p>
<p><b>non devono smettere mai di essere dentro di noi, in tutto quello che facciamo, nel nostro quotidiano... Perché la Resistenza è stato un atto dovuto, nato spontaneamente, contro l’arroganza e la sopraffazione fascista, </b></p>
<p><b>ma che rimane appeso a un filo, se la democrazia, bene inestimabile, </b></p>
<p><b>viene messa a rischio, tutti i giorni.</b></p>
<p><b>Le donne, nella lotta di Liberazione, hanno mostrato con quale forza</b></p>
<p><b> e determinazione fossero capaci di resistere al fascismo e ad ogni forma di violenza, </b></p>
<p><b>per cercare giustizia e per difendere i diritti negati di tutti.</b></p>
<p><b>Lo hanno fatto per i loro figli, genitori e famiglie, certo, </b></p>
<p><b>ma lo hanno fatto soprattutto per loro stesse, </b></p>
<p><b>facendo della potenza dei loro sentimenti un valore civile di convivenza, </b></p>
<p><b>senza mai perdere di vista le ragioni della lotta e </b></p>
<p><b>consapevoli di aver cominciato il percorso a pieno titolo nella società, </b></p>
<p><b>per un futuro migliore.</b></p>
<p><b>A tutt’oggi, la condizione permanente delle donne che si ribellano ad ogni forma di violenza, </b></p>
<p><b>non sembra cambiata rispetto alle diverse forme passate di sopraffazione: dalla tortura, </b></p>
<p><b>all’omicidio, al razzismo, alla negazione dei diritti sui luoghi di lavoro. </b></p>
<p><b>Sembra quasi non essere passato molto tempo dal giorno della Liberazione.</b></p>
<p><b>Le donne della Resistenza sono state le prime a scrivere sui giornali clandestini: </b></p>
<p><b>“Scendiamo in campo” e, con gli uomini nella lotta partigiana, son state le prime a dare uno sguardo diverso alla costruzione di un futuro migliore, ribellandosi alle guerre e alla violenza, con molta generosità.</b></p>
<p><b>Le donne che resistono oggi sono, siamo, le figlie delle donne della Resistenza e </b></p>
<p><b>come allora sono, siamo, come in tutto il mondo, </b></p>
<p><b>il motore di ogni movimento di ogni trasformazione. </b></p>
<p><b>Attraverso la richiesta di giustizia, le donne conquistano una valenza politica che va al di la delle loro singole storie, mettendosi contro la sottocultura machista, ma anche ad un mondo che non consente alle generazioni più giovani di </b></p>
<p><b>realizzare i propri sogni, per mancanza, oltre al resto, del lavoro, </b></p>
<p><b>principio fondamentale della nostra Carta Costituzionale e bene primario della nostra dignità e libertà.</b></p>
<p>Non sembrano passati 40 anni dall’approvazione della legge che prevedeva, finalmente,</p>
<p>la fine del “Delitto d’onore”, perché nel mondo dell’informazione e della cultura generale,</p>
<p>le donne vengono ancora uccise “dalla gelosia”, dalla “passione” e dalla “follia”, ma quasi mai “semplicemente”,</p>
<p>dalle mani degli uomini.</p>
<p><b>Il momento storico, richiede di focalizzare e mettere al centro dell’attenzione,</b></p>
<p><b> i diritti e la libertà di scelta delle donne, anche nel nostro tempo…</b></p>
<p><b>Partecipare e organizzare iniziative sui diritti delle donne, </b></p>
<p><b>diventa veramente importante anche ora, in special modo per i giovani, </b></p>
<p><b>anche durante i giorni dedicati alla Resistenza.<br /> <br /> </b></p>
<p><b>Sono moltissime, purtroppo, le giovani donne che non sentono il bisogno di </b></p>
<p><b>ascoltare racconti sulla nostra Storia, che non conoscono il percorso </b></p>
<p><b>delle lotte e delle battaglie che hanno portato le donne a conquistare</b></p>
<p><b> i numerosi diritti attuali, che non conoscono le donne della nostra Storia, </b></p>
<p><b>sempre declinata al maschile, e che non sentono l’esigenza di difendere </b></p>
<p><b>quei diritti, che ritengono assolutamente acquisiti. </b></p>
<p><b> </b></p>
<p><b>E’ invece importante far loro sapere che la fatica per conquistarli, </b></p>
<p><b>prevede a tutt’oggi, altrettanta fatica per mantenerli…</b></p>
<p><b> </b></p>
<p><b>Esse vivono, giustamente, con naturalezza la libertà, ma in molti casi, </b></p>
<p><b>non con la consapevolezza di quanto sia costato il suo raggiungimento e </b></p>
<p><b>anche il sacrificio di centinaia di migliaia di donne.</b></p>
<p><b> </b></p>
<p><b>E’ dal momento della “Resistenza” che le donne, in Italia, </b></p>
<p><b>hanno cominciato ad ottenere con le dure lotte una serie di diritti, </b></p>
<p><b>a partire da numerose norme della nostra meravigliosa Costituzione, </b></p>
<p><b>dalle leggi sulla maternità sul matrimonio e sul lavoro al femminile, </b></p>
<p><b>molto avanzate e “dedicate” alle donne.<br /> <br /> </b></p>
<p><b>Le battaglie “moderne”, invece, passano nello specifico più </b></p>
<p><b>sulla comunicazione e l’immagine delle donne, ancora messe </b></p>
<p><b>a dura prova dalla cultura generale e dagli stessi mezzi d’informazione…<br /> <br /> </b></p>
<p><b>La Festa della Liberazione, il 25 aprile, per noi, non deve più essere </b></p>
<p><b>una semplice commemorazione, ma la costruzione continua di reti e di </b></p>
<p><b>impegno quotidiano, per una NUOVA RESISTENZA. </b></p>
<p style="text-align: left; "><b>Il nostro deve continuare ad essere un lavoro di tessitura relazionale </b></p>
<p style="text-align: left; "><b>per fornire una Resistenza presente, calata nelle nuove esigenze individuali e </b></p>
<p style="text-align: left; "><b>sociali di cambiamento, nel mantenimento degli stessi valori e principi, </b></p>
<p style="text-align: left; "><b>ma sempre rinnovati. </b></p>
<p style="text-align: left; "><b>E questo è fattibile e “veloce”, perché fortunatamente abbiamo i nuovi </b></p>
<p style="text-align: left; "><b>mezzi di comunicazione e informazione che permettono di farlo in maniera “globale”.</b></p>
<p style="text-align: left; "><b>Lo sguardo al futuro, però, deve sempre essere rivolto a coloro che ci hanno regalato su </b></p>
<p style="text-align: left; "><b>un piatto di platino, l’eredità di un paese libero, concetto che molto spesso, in moltissimi, </b></p>
<p style="text-align: left; "><b>anche quando raggiungono alti livelli istituzionali, dimenticano. </b></p>
<p style="text-align: left; "><b>Quindi, a tutti noi, un buon 25 aprile e un augurio di buon lavoro, </b></p>
<p style="text-align: left; "><b>in particolare alla Presidente della Camera, Laura Boldrini, che, </b></p>
<p style="text-align: left; "><b>come donna assicura la rappresentanza di tutte noi, </b></p>
<p style="text-align: left; "><b>la vicinanza delle istituzioni e la nostra presenza. </b></p>
<p style="text-align: left; "><b>Il ricordo di molte donne delle istituzioni, tra le quali Nilde Jotti, </b></p>
<p style="text-align: left; "><b>Presidente della Camera che ha lasciato il segno con la stesura di leggi </b></p>
<p style="text-align: left; "><b>dedicate alle donne, dovrebbe essere un monito e restare indelebile.</b></p>
<p style="text-align: left; "><b>Altrettanto indelebile, però, è quello che è accaduto nella settimana </b></p>
<p style="text-align: left; "><b>dell’elezione del Presidente della Repubblica, nel mese di aprile 2013, </b></p>
<p style="text-align: left; "><b>dove donne e uomini eletti dal popolo italiano, hanno, con un’assoluta mancanza di </b></p>
<p style="text-align: left; "><b>rispetto e educazione, attaccato i nostri valori civili e istituzionali, </b></p>
<p style="text-align: left; "><b>rimanendo inermi e impassibili durante il discorso di insediamento del capo dello Stato. </b></p>
<p style="text-align: left; "><b>Pensando al 25 aprile, questo è inconcepibile.</b></p>
<p style="text-align: left; "><b>Il nostro Paese è nato sulla Resistenza e le donne han potuto votare solo nel 1948...</b></p>
<p style="text-align: left; "><b>Affinché queste azioni non divengano fatti che cadono nell’indifferenza, </b></p>
<p style="text-align: left; "><b>siamo tenuti tutte e tutti a continuare a raccontare e a considerare, sempre, </b></p>
<p style="text-align: left; "><b>l’impegno delle nostre partigiane e dei partiCgiani, <br /></b></p>
<p style="text-align: left; "><b>che per questioni anagrafiche non potremo più ascoltare nei loro racconti, ma che </b></p>
<p style="text-align: left; "><b>con il loro messaggio saranno sempre il nostro riferimento.</b></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Ketty Carraffa</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2013-04-24T18:35:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://www.memoriedispagna.org/memorie-della-resistenza">
    <title>MEMORIE DELLA RESISTENZA</title>
    <link>http://www.memoriedispagna.org/memorie-della-resistenza</link>
    <description>MEDIATECA SANTA TERESA - 23 APRILE</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><img /></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Ketty Carraffa</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2013-04-19T17:35:04Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://www.memoriedispagna.org/25-aprile-2013-alla-manifestazione-di-milano-partecipa-l-on.-laura-boldrini">
    <title>25 APRILE 2013 - ALLA MANIFESTAZIONE DI MILANO PARTECIPA L' ON. LAURA BOLDRINI</title>
    <link>http://www.memoriedispagna.org/25-aprile-2013-alla-manifestazione-di-milano-partecipa-l-on.-laura-boldrini</link>
    <description>Appello 25 Aprile 2013 - COMITATO PERMANENTE ANTIFASCISTA CONTRO IL TERRORISMO PER LA DIFESA DELL'ORDINE REPUBBLICANO 

</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p align="left"> 
<p> </p>
<p><b>COMITATO PERMANENTE ANTIFASCISTA CONTRO IL TERRORISMO PER LA DIFESA DELL'ORDINE REPUBBLICANO</b><b> </b></p>
</p>
<p><b>Appello 25 Aprile 2013 </b></p>
<p>La gravissima crisi recessiva che investe l’Europa oltre ad aggravare le condizioni di vita di milioni di cittadini e ad acuire la piaga della disoccupazione che colpisce soprattutto giovani e donne, rischia di provocare ripercussioni pericolose sotto lo stesso profilo democratico, mettendo a repentaglio fondamentali diritti e importanti conquiste realizzate nelorso del Novecento.
<p> </p>
<p>Al lavoro, valore fondante della Repubblica, deve essere restituito il suo ruolo e la sua dignità, eliminando il contrasto stridente tra i principi costituzionali e la durissima realtà del nostro Paese.
<p> </p>
<p>Per questi principi si sono battuti i lavoratori delle grandi fabbriche del Nord, nel corso degli scioperi del marzo 1943 di cui quest'anno ricorre il settantesimo anniversario. Questo forte sussulto collettivo di dignità sino al sacrificio, per l'affermazione della libertà e dei diritti fondamentali della persona umana è il messaggio più profondo trasmesso a tutti noi da quelle lotte che hanno rappresentato un salto di qualità nell'opposizione al regime fascista.
<p> </p>
<p>Sempre più preoccupante nel nostro Paese è la caduta di valori che sono alla base dello stato di diritto, cui si accompagna una gravissima crisi ideale e morale che richiede una diversa concezione della politica da intendersi al servizio della collettività, come l'intera vicenda resistenziale ci ha insegnato. E' indispensabile ribadire ancora una volta che i valori a cui ispirarsi sono solo e sempre quelli costituzionali e che la democrazia rappresentativa costituisce un cardine fondamentale del nostro sistema. Una democrazia fondata sulla partecipazione, sulla divisione dei poteri, sul rispetto della persona umana. Non possono essere più consentite tolleranze nei confronti di chi si ostina a negare il complessivo significato antifascista della nostra Costituzione, respingendo ogni tendenza populistica, presidenzialista e autoritaria.
<p> </p>
<p>Mentre ricordiamo i Caduti della Resistenza contro il nazifascismo e celebriamo le pagine più belle della nostra storia, dobbiamo assumere l’impegno solenne a realizzare gli ideali per cui tanti sacrifici sono stati compiuti, e a tradurre nella realtà i valori contenuti nella nostra Costituzione, consegnando ai giovani la speranza di un futuro migliore, in un’Italia libera e democratica e in un'Europa unita e sociale.
<p> </p>
<p>E' indispensabile, infine, uscire al più presto dalla crisi politica e morale che attanaglia l'Italia, impegnando tutte le forze politiche e sociali che si richiamano ai valori della Costituzione a reperire soluzioni idonee a garantire un profondo rinnovamento del nostro Paese nel solco dell'antifascismo e della democrazia e a ricostituire un vero rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. <b>COMITATO PERMANENTE ANTIFASCISTA CONTRO IL TERRORISMO PER LA DIFESA DELL'ORDINE REPUBBLICANO </b>
<p> </p>
Superare la crisi attuando i principi della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza: lavoro, diritti e democrazia.
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
</p>
</p>
</p>
</p>
</p>
</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Ketty Carraffa</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2013-04-15T08:00:49Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://www.memoriedispagna.org/un-cielo-cosi-rosso-da-non-poter-vedere-ne-la-luna-ne-le-stelle-1">
    <title>Un cielo così rosso da non poter vedere né la luna né le stelle</title>
    <link>http://www.memoriedispagna.org/un-cielo-cosi-rosso-da-non-poter-vedere-ne-la-luna-ne-le-stelle-1</link>
    <description>LA NOSTRA ASSOCIAZIONE CONTRIBUISCE ALLA SERATA TEATRALE ORGANIZZATA A SESTO SAN GIOVANNI, dall'Anpi e dalla Città di Sesto San Giovanni, IL 19 APRILE ALLE ORE 21.
SALA TALAMUCCI (Spazio Contemporaneo), Via Dante, 6.</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><i><b>Venerdì 19 aprile h. 21.00</b></i></p>
<p>Sala Talamucci (Spazio Contemporaneo) Via Dante 6</p>
<p>Sesto San Giovanni</p>
<p><i><b>SPETTACOLO TEATRALE</b></i></p>
<p>Un cielo così rosso da non poter vedere né la luna né le stelle<br />Marzo 1943, la guerra sta mettendo in ginocchio la popolazione italiana. A Sesto San Giovanni operaie e operai incrociano le braccia.<br />La produzione si ferma prima in una fabbrica, poi in un’altra e in un’altra ancora. I ribelli sono ovunque, ad ogni livello, sono tanti, uniti e mai sconfitti. Sono il “cancro della Lombardia” che vuole pane, pace e libertà.<br />testo e voce Ida Spalla immagini Giusi Castelli scenografia Sabrina Tempesta</p>
<p>INGRESSO GRATUITO<br />Un ringraziamento particolare alla famiglia di Maria Vanti</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Ketty Carraffa</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2013-04-11T18:54:19Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>





</rdf:RDF>
